Quali regioni italiane dormono di più?

L’importanza del sonno per la salute fisica e mentale è ormai universalmente riconosciuta. Tuttavia, la quantità e la qualità del sonno possono variare notevolmente a seconda della regione in cui si vive. 

Oggi, osserveremo quali regioni italiane dormono di più

In Italia, ci sono alcune regioni in cui le persone dormono di più rispetto ad altre. In questa pagina di approfondimento verranno esaminate le regioni italiane dove si dorme di più e le possibili ragioni dietro a queste differenze.

Secondo uno studio condotto dall’Università di Pisa, la regione italiana con il maggior numero di ore di sonno è la Valle d’Aosta, ma perché?

Questa regione montuosa nel nord-ovest dell’Italia ha un’età media della popolazione superiore alla media nazionale ed è caratterizzata da un ritmo di vita più lento rispetto ad altre regioni. Altre regioni italiane in cui le persone dormono di più sono la Lombardia, il Friuli Venezia Giulia e la Liguria.

Comportamenti del sonno nelle regioni Italiane

Il sonno è una parte importante della vita umana e la qualità del sonno di una persona può influire sulla salute e sul benessere generale. Secondo una ricerca condotta dall’Associazione Italiana Medicina del Sonno (AIMS), il 30% degli italiani dorme meno di 6 ore a notte.

Ma quali regioni italiane dormono di più? Secondo i dati raccolti da AIMS, le regioni che dormono di più sono Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia, con una media di 7-8 ore di sonno a notte.

D’altra parte, le regioni che dormono meno sono Campania, Calabria e Sicilia, con una media di 5-6 ore di sonno a notte. Questi dati possono essere influenzati da fattori come lo stile di vita, il lavoro, lo stress e l’età.

L’importanza del sonno per la salute e il benessere è indiscutibile. Dormire bene aiuta a mantenere un buon equilibrio mentale e fisico, riduce il rischio di malattie croniche e migliora la qualità della vita.

Media di ore dormite per regione

In Italia, la media delle ore di sonno riportate è di circa 7 ore per notte, ma ci sono alcune differenze tra le regioni del Nord, Centro e Sud Italia, vediamole insieme:

  • Nord Italia: secondo un sondaggio condotto dall’Associazione Italiana del Sonno (AIMS), la regione del Nord Italia che dorme maggiormente è la Valle d’Aosta, con una media di 7,5 ore di sonno per notte. Al secondo posto troviamo il Trentino-Alto Adige con una media di 7,4 ore di sonno per notte, seguito dalla Lombardia con una media di 7,3 ore;
  • Centro Italia: le regioni del Centro Italia hanno una media di ore di sonno leggermente inferiore rispetto al Nord Italia. Tuttavia, la Toscana è la regione che dorme di più in questa zona, con una media di 7,2 ore di sonno per notte. Al secondo posto troviamo l’Umbria con una media di 7,1 ore di sonno per notte, seguita dalle Marche con una media di 7 ore;
  • Sud Italia e Isole: le regioni del Sud Italia e le isole hanno una media di ore di sonno ancora più bassa rispetto alle altre regioni italiane. La regione che dorme di più in questa zona è la Basilicata, con una media di 6,8 ore di sonno per notte. Al secondo posto troviamo la Calabria con una media di 6,7 ore di sonno per notte, seguita dalla Sicilia e dalla Puglia con una media di 6,6 ore di sonno per notte.
grafico ore dormite regione italia

Fattori culturali e stili di vita

La cultura e lo stile di vita di una regione possono influenzare significativamente le abitudini di sonno della sua popolazione. 

Ad esempio, le regioni del sud Italia sono note per avere un approccio più rilassato alla vita rispetto alle regioni del nord. Questo stile di vita più tranquillo potrebbe portare a un maggior numero di ore di sonno per notte.

Inoltre, ci sono alcune tradizioni culturali che possono influenzare il sonno. Ad esempio, in alcune regioni del sud Italia, è comune fare un riposino pomeridiano, chiamato “pisolino“, che può influenzare il sonno notturno. Allo stesso modo, in alcune regioni del nord Italia, è comune cenare più tardi rispetto alle altre regioni, il che potrebbe influire sul momento in cui le persone vanno a dormire.

Influenza del clima sul riposo notturno

Il clima può influenzare la qualità del sonno notturno delle persone. In Italia, le regioni del nord sono generalmente più fredde rispetto alle regioni del sud, e questo può influire sulla quantità di sonno che le persone ottengono ogni notte. Le regioni del nord sono anche più soggette a temperature più basse in inverno, che possono rendere più difficile il sonno notturno.

Secondo uno studio condotto dall’Istituto Superiore di Sanità, quasi un italiano su tre dorme un numero insufficiente di ore ed uno su sette riporta una qualità insoddisfacente del proprio sonno. I disturbi del sonno in Italia appaiono in crescita e risultano più frequenti tra gli anziani e i soggetti con un livello socioeconomico inferiore.

Tuttavia, non è solo il freddo che può influenzare il sonno notturno. L’umidità può anche avere un effetto negativo sulla qualità del sonno. Le regioni costiere, come la Liguria e la Campania, tendono ad avere una maggiore umidità rispetto alle regioni interne, il che può rendere più difficile il sonno notturno.

Dunque, possiamo affermare che le regioni del centro-sud dell’Italia tendono ad avere temperature più miti rispetto alle regioni del nord. Ciò potrebbe suggerire che le persone che vivono nelle regioni del centro-sud dormono meglio rispetto a quelle che vivono nelle regioni del nord.

Analisi demografica del sonno per età e genere

Secondo un rapporto pubblicato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, le abitudini di sonno degli italiani variano notevolmente in base all’età e al genere:

  • Età: i dati mostrano che gli italiani più giovani dormono meno rispetto a quelli più anziani. In particolare, i giovani di età compresa tra 18 e 24 anni dormono in media 6 ore e 40 minuti a notte, mentre gli anziani di età superiore ai 65 anni dormono in media 7 ore e 40 minuti a notte;
  • Genere: secondo il rapporto, le donne dormono circa 7 ore e 20 minuti a notte, mentre gli uomini dormono in media 7 ore e 40 minuti a notte.
analisi demografica del sonno per eta e genere

Nonostante la presenza delle statistiche, ci sono alcune eccezioni a questa tendenza, ovvero che le donne di età compresa tra 25 e 34 anni dormono in media più degli uomini della stessa età.

I dati mostrano che gli italiani dormono in media 7 ore e 30 minuti a notte. Tuttavia, ci sono notevoli variazioni regionali. Ad esempio, secondo un rapporto del Sole 24 Ore, i residenti della regione Veneto dormono in media 7 ore e 43 minuti a notte, mentre quelli della regione Calabria dormono in media solo 7 ore e 10 minuti a notte.

Ricerca e studi sul sonno nelle diverse regioni

In Italia, circa 13,4 milioni di persone soffrono di insonnia, secondo le ultime rilevazioni di AIMS – l’Associazione italiana medicina del sonno. Uno studio condotto dall’Istituto Superiore di Sanità ha rilevato che in Italia, quasi un italiano su tre dorme un numero insufficiente di ore ed uno su sette riporta una qualità insoddisfacente del proprio sonno. 

I disturbi del sonno in Italia appaiono in crescita e risultano più frequenti tra gli anziani e i soggetti con un livello socioeconomico inferiore.

Secondo un altro studio condotto sempre da AIMS, il 60% delle persone che soffrono di insonnia sono donne.

rapporto insonnia in italia per genere

La qualità del sonno dipende da molti fattori, tra cui lo stile di vita, l’età, lo stato di salute e l’ambiente in cui si vive. 

Tuttavia, ci sono alcune cose che tutti possono fare per migliorare la qualità del proprio sonno, come ad esempio mantenere un ritmo sonno-veglia regolare, evitare di usare dispositivi elettronici prima di dormire, mantenere una temperatura confortevole nella stanza e praticare attività fisica regolarmente.

Effetti della dieta mediterranea sul sonno

La dieta mediterranea è un regime alimentare che si basa principalmente sull’assunzione di frutta, verdura, cereali integrali, pesce, legumi, noci e olio d’oliva. Secondo recenti studi, un’alimentazione basata sulla dieta mediterranea può avere effetti positivi sulla qualità del sonno.

Questo potrebbe essere dovuto alla presenza di nutrienti specifici che possono migliorare la qualità del sonno, come il magnesio, che si trova in alimenti come noci, semi di zucca e spinaci. Inoltre, la dieta mediterranea è anche associata a un minor rischio di sviluppare disturbi del sonno, come l’apnea notturna e la sindrome delle gambe senza riposo. 

Questo potrebbe essere dovuto alla presenza di antiossidanti come i polifenoli presenti nel vino rosso e nel tè verde, che possono proteggere il cervello dai danni dei radicali liberi e migliorare il sonno.

Ecco un esempio di dieta mediterranea che potrebbe conciliare il sonno:

Colazione:

  • Frutta fresca: 1 porzione (es. una mela o una banana)
  • Yogurt greco: 150-200 g
  • Miele: 1 cucchiaino
  • Noci: 5-6 pezzi
  • Fiocchi d’avena: 30-40 g
  • Tè verde o tisana rilassante: 1 tazza

Spuntino mattutino:

  • Frutta secca: 10-15 mandorle o noci
  • Frutto di stagione: 1 porzione

Pranzo:

  • Insalata mista: con verdure a foglia verde, pomodori, cetrioli, carote e olive
  • Olio extravergine di oliva: 1-2 cucchiai (per condire l’insalata)
  • Pane integrale: 1-2 fette
  • Pesce azzurro (es. sgombro o sardine): 150-200 g
  • Legumi (es. lenticchie o ceci): 100-150 g (può essere una zuppa o un’insalata di legumi)

Spuntino pomeridiano:

  • Yogurt naturale: 150 g
  • Frutta fresca: 1 porzione (es. una pera o delle fragole)
  • Miele: 1 cucchiaino (opzionale)

Cena:

  • Zuppa di verdure: 1 piatto
  • Pollo o tacchino: 150 g (preferibilmente alla griglia o al forno)
  • Verdure cotte (es. spinaci, bietole, broccoli): 200 g
  • Patate dolci o normali: 150 g (al forno o al vapore)
  • Pane integrale: 1 fetta (opzionale)

Prima di dormire:

  • Tisana rilassante (es. camomilla, melissa, valeriana): 1 tazza
  • Latte caldo: 1 bicchiere (opzionale, preferibilmente scremato o parzialmente scremato)

La dieta Mediterranea può anche migliorare la qualità del sonno attraverso la riduzione dello stress e dell’ansia. Alcuni alimenti come il pesce, contengono acidi grassi omega-3 che possono ridurre l’infiammazione e migliorare l’umore.

Inoltre, l’assunzione di alimenti ricchi di carboidrati complessi, come cereali integrali e legumi, può aumentare la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore che regola l’umore e il sonno.

Influenza del lavoro e dell’orario lavorativo

L’orario lavorativo e il tipo di lavoro che si svolge possono influenzare significativamente le abitudini del sonno. In generale, le persone che lavorano a turni notturni o che hanno orari di lavoro irregolari tendono ad avere un sonno più disturbato rispetto a coloro che lavorano durante il giorno.

In Italia, le regioni in cui si lavora di più di notte tendono a essere quelle con una forte presenza industriale, logistica, e servizi sanitari. Alcuni fattori che influenzano il lavoro notturno includono la concentrazione di fabbriche e impianti di produzione, l’attività dei porti e degli hub logistici, e la presenza di grandi ospedali.

Secondo uno studio condotto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, le regioni con il maggior numero di lavoratori con orari di lavoro irregolari sono la Lombardia, il Lazio e la Campania. Questo potrebbe spiegare perché queste regioni hanno anche il più alto tasso di disturbi del sonno.

5 REGIONI IN CUI SI LAVORA DI PIu DI NOTTE

Lo stress sul lavoro può influire negativamente sulla qualità del sonno. Le persone che lavorano in lavori ad alta pressione o che hanno una grande quantità di responsabilità tendono ad avere maggiori difficoltà ad addormentarsi e a mantenere un sonno profondo. Tale situazione può chiaramente modificare le percentuali di quali regioni di quali regioni italiane dormono di più.

D’altra parte, lavori che richiedono una maggiore attività fisica tendono ad avere un effetto positivo sul sonno. Ad esempio, gli agricoltori e i lavoratori edili tendono ad avere un sonno più profondo e riposante rispetto a coloro che lavorano in ufficio.

Qualità del sonno e benessere psicofisico

Una buona qualità del sonno è fondamentale per il benessere psicofisico. Come abbiamo già visto, però, la qualità del sonno dipende anche dallo stile di vita e dall’ambiente in cui si vive. 

Ad esempio, secondo uno studio condotto da un’azienda specializzata in prodotti per il sonno, la regione Trentino-Alto Adige risulta essere quella con il maggior numero di persone che dormono bene, con una percentuale del 64,8%.

Invece, la regione con il minor numero di persone che dormono bene risulta essere la Calabria, con una percentuale del 53,8%.

È di fondamentale importanza adottare uno stile di vita sano ed evitare abitudini che possono influire negativamente sulla qualità del sonno, come ad esempio l’assunzione di alcolici o caffeina prima di dormire.

Strategie regionali per migliorare il sonno

Il sonno è una parte essenziale della vita quotidiana, ma molte persone in Italia soffrono di insonnia e di altri disturbi del sonno. Tuttavia, alcune regioni italiane hanno adottato strategie per migliorare la qualità del sonno dei loro cittadini. 

Vediamo insieme quali regioni e che mosse sono state effettuate:

  • Lombardia: ha avviato un progetto per promuovere il sonno sano e prevenire i disturbi del sonno. Il progetto prevede la creazione di un network di medici del sonno, la formazione di operatori sanitari per la gestione dei disturbi del sonno, e l’organizzazione di eventi pubblici per sensibilizzare la popolazione sui benefici del sonno;
  • Emilia-Romagna: l’Emilia-Romagna ha creato un portale web dedicato al sonno che fornisce informazioni sulla prevenzione dei disturbi del sonno, sui trattamenti disponibili, e su come migliorare la qualità del sonno. Il portale offre anche un servizio di consulenza online per aiutare le persone a gestire i loro problemi di sonno;
  • Toscana: ha promosso l’uso di tecniche di rilassamento e meditazione per migliorare la qualità del sonno. In particolare, la regione ha organizzato corsi di yoga e di meditazione per le persone che soffrono di disturbi del sonno. Inoltre, la Toscana ha creato una rete di centri del sonno per la diagnosi e il trattamento dei disturbi del sonno;
  • Veneto: ha avviato un progetto per promuovere uno stile di vita sano che comprende anche il sonno. Il progetto prevede la creazione di percorsi di attività fisica e di educazione alimentare per migliorare la qualità del sonno. Inoltre, il Veneto ha organizzato eventi pubblici per sensibilizzare la popolazione sui benefici del sonno e sulla prevenzione dei suoi disturbi.
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