Vi siete mai chiesti come funziona il cervello quando dormiamo? Il sonno è una funzione vitale che permette al nostro organismo e alla nostra mente di riposare e rigenerarsi, ma sapevate che coinvolge direttamente il cervello?

Al di là della semplice sensazione di sonnolenza, il sonno è caratterizzato da complessi meccanismi neurofisiologici che permettono al cervello di processare le informazioni accumulate durante la veglia, di rafforzare la memoria e di svolgere attività di “manutenzione” essenziali.

Durante la notte, il cervello non va mai completamente a riposo, anzi, attraversa cicli ripetuti che portano l’individuo – attraverso diverse fasi del sonno – a diversi pattern di attività cerebrale, cruciali per il benessere mentale e per la salute in generale.

Mentre il sonno profondo contribuisce al recupero delle energie e alla riparazione dei tessuti, il sonno REM rapid eye movements – (associato alla fase dei sogni) è fondamentale per la consolidazione della memoria e per l’elaborazione emotiva.

Inoltre, il sonno si interconnette con sistemi regolatori come il sistema circadiano, il quale è responsabile per allineare il ritmo del sonno alle variazioni ambientali di luce e buio. 

Man mano che attraversiamo le diverse tappe della vita, la fisiologia del nostro sonno si evolve, rispecchiando lo sviluppo biologico e cognitivo. Oggi parleremo in maniera approfondita di come funziona il cervello quando dormiamo, e di tutti i benefici che dona all’individuo.

Neurobiologia del sonno

Il sonno è un processo fisiologico complesso durante il quale si verificano cambiamenti significativi a livello del cervello, coinvolgendo diverse strutture e funzioni tra cui l’ipotalamo, i neuroni, e l’influenza della luce sull’attività cerebrale.

L’ipotalamo gioca un ruolo cruciale nella regolazione delle ore di sonno, agendo come un centro di comando che coordina l’attività cerebrale legata ai cicli di sonno e veglia. Attraverso il rilascio di ormoni, l’ipotalamo lavora in sinergia con il talamo e l’encefalo per mantenere l’equilibrio tra questi stati. 

La secrezione di melatonina, che avviene nell’epifisi, sotto il controllo dell’ipotalamo, è direttamente correlata al ciclo giorno-notte, influenzando il ritmo circadiano.

Neurobiologia del sonno

Durante il sonno, vi è un’intensa attività di pulizia e riorganizzazione sinaptica che coinvolge sia i neuroni che le cellule della glia. Le onde cerebrali, misurabili tramite elettroencefalogramma, mostrano la diminuzione dell’attività neuronale e la conseguente riduzione dello scambio sinaptico. 

Questo processo è essenziale per il consolidamento della memoria e il recupero delle funzioni cognitive, importante per il funzionamento della nostra mente.

L’influenza della luce sull’attività cerebrale è fondamentale nella regolazione del sonno più profondo. La luce agisce come un segnale per l’ipotalamo, che a sua volta modula il rilascio di melatonina. Una corretta esposizione alla luce durante il giorno e all’oscurità durante la notte contribuiscono a mantenere sincronizzato l’orologio biologico del corpo.

Cicli e fasi del sonno

Secondo la scienza del sonno, sappiamo che il sonno è un processo complesso che si svolge in cicli e fasi distinte, ciascuna essenziale per una buona qualità di un sonno ristoratore e per la salute complessiva dell’individuo. Durante una notte tipica, una persona attraversa diversi cicli del sonno, ognuno dei quali include fasi di sonno non-REM e una fase REM.

Il sonno non-REM è composto da quattro stadi, che vanno da un sonno leggero a uno molto profondo:

  • Stadio 1: rappresenta l’inizio del sonno, caratterizzato da onde cerebrali rallentate e un facile risveglio;
  • Stadio 2: rallentamento delle onde cerebrali e un aumento dell’amplitudine, con l’introduzione delle caratteristiche onde delta;
  • Stadi 3 e 4: sono quelli del sonno profondo, durante i quali si verificano principalmente le onde delta, essenziali per recuperare le energie a livello fisico e cognitivo. La temperatura del corpo e la frequenza cardiaca diminuiscono.

Successivamente al sonno non-REM, si manifesta il sonno REM che si caratterizza per dei movimenti oculari rapidi, rilevabile tramite l’elettrooculogramma. 

Durante questa fase, l’attività cerebrale aumenta notevolmente, avvicinandosi a quella della veglia. Il sonno REM è cruciale per la memoria e l’apprendimento. Gli adulti trascorrono circa il 20% della notte in questa fase, periodo durante il quale si sogna con maggiore frequenza.

Le transizioni tra le fasi del sonno si verificano più volte durante la notte, formando cicli di 90-110 minuti ciascuno. Con l’avanzare dell’età però, la struttura del ciclo del sonno può cambiare, con una riduzione del tempo trascorso nelle fasi di sonno profondo non-REM e variazioni nella durata della fase REM.

Come funziona il cervello quando dormiamo: psicologia del sonno

Nel campo della psicologia del sonno, due aspetti di grande rilevanza sono la relazione tra sogni (e il loro significato) e l’implicazione del sonno nella memoria

Come funziona il cervello quando dormiamo psicologia del sonno

La mente, durante il sonno, sfiora il confine tra il conscio e l’inconscio, navigando tra pensieri ed emozioni che diventano protagonisti nelle varie fasi del sonno, cosa che a sua volta giova alla fissazione dei dati appresi durante la veglia giornaliera.

Sogni, sonno e memoria

I sogni costituiscono una manifestazione critica del lavoro psichico notturno. Frequentemente, sono considerati un’espressione del nostro inconscio che può rivelare desideri repressi, paure e conflitti interni.

Il significato dei sogni è stato a lungo studiato e si ritiene che essi possano servire da valvola di sfogo per le emozioni accumulate durante il giorno, o come una forma di elaborazione simbolica di eventi e sentimenti.

  • Desideri: i sogni possono essere l’espressione di desideri inespressi;
  • Paure: tematiche ricorrenti possono indicare ansie della vita quotidiana;
  • Elaborazione di eventi: attraverso i sogni, la mente può processare e organizzare esperienze diurne.

Il cervello – in particolare nelle fasi profonde non-REM – continua a lavorare tramite una funzione di fissazione dei dati appresi durante la giornata, rendendo le informazioni più stabili e meno vulnerabili all’oblio.

La fisiologia dell’addormentamento

Quando una persona si addormenta, il suo corpo e il cervello attraversano una serie di fasi ben definite, influenzate non solo dai ritmi circadiani biologici, ma anche da fattori ambientali.

Scopriamo quindi quella che è nota nel settore come “fisiologia dell’addormentamento”, analizzando da vicino le fasi che conducono al sonno e l’influenza del rapporto ambientale che circonda la persona che si addormenta.

Fasi dell’addormentamento

La prima fase dell’addormentamento (perseguito magari attraverso tecniche di rilassamento apposite) si caratterizza per il passaggio da uno stato di veglia a uno stato ipnagogico, ovvero quel periodo di transizione verso il sonno durante il quale possono verificarsi movimenti oculari lenti e la frequenza cardiaca inizia a rallentare. 

Durante questa fase, in cui si assiste a una diminuzione della temperatura corporea, i neuroni rallentano progressivamente la loro attività, e si registrano particolari onde cerebrali note come onde alfa, anche registrabili attraverso appositi device.

La seconda parte di questa fase transizionale – verso il sonno profondo – è caratterizzata dall’emissione di onde theta, che segnalano l’ingresso nel sonno vero e proprio. In tale periodo, le risposte a stimoli sensoriali esterni sono ridotte, ma un disturbo abbastanza forte può ancora risvegliare facilmente l’individuo.

Influenza ambientale e ritmi circadiani

Fattori ambientali come la luce e il rumore influenzano l’addormentamento

La luce, in particolare, può sopprimere la produzione di melatonina, un ormone essenziale nel regolare il ritmo circadiano e promuovere l’insorgere del sonno. Dunque, un ambiente troppo luminoso o rumoroso può impedire l’addormentamento, e conseguentemente le fasi NREM – fase non rem – e REM.

Il ritmo circadiano regola non solo il ciclo sonno-veglia, ma anche i cambiamenti fisiologici legati all’addormentamento, come la secrezione ormonale e la regolazione della temperatura corporea. 

Il mantenimento di uno schema regolare di luce e buio è quindi cruciale per favorire un sonno naturale e riposante. È importante ricordare che il sonno ha un’influenza anche sulla salute mentale.

Effetti del sonno sulla salute

Il sonno è essenziale per il benessere di tutti gli organi e svolge un ruolo cruciale nel recupero e nella prevenzione di disturbi e problemi relativi alla salute. L’adeguata durata e qualità del sonno sono fondamentali per mantenere un’ottima funzionalità del corpo e della mente. 

Questi processi includono il rafforzamento del sistema immunitario, la riparazione dei tessuti e la rigenerazione cellulare

Effetti del sonno sulla salute

In particolare, il sonno a onda lenta consente la ristorazione fisica, mentre il sonno REM è collegato alla ricapitolazione e al consolidamento della memoria.

Dormire poco può causare dei disordini per niente indifferenti – come l’insonnia o l’apnea notturna – che sono in grado di intralciare il benessere personale dell’individuo, sia fisico che mentale. 

Ma cosa succede al cervello? I disturbi del sonno possono portare a una ridotta capacità di concentrazione, problemi di memoria e, in casi severi, contribuire allo sviluppo di malattie croniche. Le ricerche indicano che il mantenimento di una routine di sonno regolare e il trattamento tempestivo dei disturbi del sonno sono essenziali per salvaguardare la salute.

0 Shares:
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You May Also Like